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Calcio, l'allarme di Vessicchio: "chiudono le porte dell'Agropoli alla città"


E' polemica ad Agropoli per la decisione della dirigenza dell'Unione Sportiva Agropoli di disputare la prossima gara casalinga della squadra sul campo sportivo "Torre" anziché sul "Raffaele Guariglia". Se non supportata da valide ragioni tecniche infatti, la scelta rappresenterebbe un vero e proprio affronto verso quei tifosi agropolesi che seguivano i delfini. Il "Torre" infatti, pur disponendo di una piccola tribuna, non è omologato per ospitare il pubblico e pertanto la gara si disputerà a porte chiuse. Una decisione che ha lasciato molti perplessi, visto anche il momento poco felice della squadra e l'importanza della partita di Sabato contro la Calpazio, uno scontro contro una diretta concorrente per la salvezza.Sulla decisione è intervenuto anche il giornalista Sergio Vessicchio che in una nota inviata alla stampa ha definito vergognosa questa scelta della società cilentana: "I dirigenti dell'Agropoli ancora una volta hanno dimostrato pochezza nel gestire il delicato momento della squadra - esordisce Vessicchio - addirittura dopo il mortificante andamento della compagine societaria che ha visto le dimissioni forzate di Mastrangelo (mai sostituito e uomo di grande valore e spessore morale e sociale), dopo le dimissioni del presidente Mauro Inverso e dopo l'inopportuna fusione tra la Città di Mare e l'U.S.Agropoli, si assiste a questo ulteriore atto vergognoso nei confronti dell'Agropoli, dei suoi tifosi e della sua storia. E' una vergogna quello che stanno facendo quest'anno a partire dalla situazione venutasi a creare, continuando con la gestione del settore giovanile già al vaglio degli istituti controllori, e ora con questa peregrina scelta la quale va ad incidere negativamente sulla dignità di questa squadra qualsiasi sia il risultato di sabato pomeriggio contro la Calpazio. Se non hanno il coraggio di giocare sullo stadio "Guariglia", struttura invidiata da tutta la Campania, vuol dire che devono lasciare tutti quanti e andare via, a partire dall'allenatore Condemi che non ha saputo rimediare ai danni fatti da Volpe e Russo. I dirigenti poi, hanno fatto maldestramente scappare Balzano che poteva essere il tecnico giusto per questa squadra, non hanno voluto continuare con Mastrangelo che aveva portato Cerminare come allenatore, hanno mandato via un calciatore come Rega per non appesantire il bilancio della squadra per poi prendere 3 calciatori inutili spendendo di più, non hanno un massaggiatore, non hanno un'organizzazione e inoltre la squadra è abbandonata a se stessa. Un alibi per i calciatori non indifferente. Questi ultimi si nascondono dietro il nulla societario. 

Di fatto - sentenzia Vessicchio - sia Verrone sia Magna, sono dei finanziatori che non hanno fatto perdere nemmeno uno stipendio ai calciatori, ma di società non se ne parla proprio. Mastrangelo costituiva il perno e il pilastro centrale di tutta l'organizzazione. Se ancora si è in tempo, non si faccia questo ulteriore affronto morale all'Agropoli portandola a giocare sul campo di allenamento a porte chiuse. Vuol dire chiuduere alla città ulteriormente le porte in faccia dopo che già sono state chiuse per effetto della disastrosa gestione societaria e tecnica. Facciamo questo ulteriore appello a Magna e Verrone, non hanno mai voluto ascoltare nessun consiglio e hanno sempre sbagliato, e se proprio hanno voglia di chiudere ancora le porte dell'Agropoli alla città - conclude Vessicchio - vadano via perché non si può continuare a fare calcio in questo modo".

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